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La guerra ai vaccini: Il business milionario sui bambini autistici. il medico/poliziotto.

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Il business milionario sui bambini autistici. Più una percentuale sulle cause vinte. Ecco chi è Massimo Montinari, che promette di sconfiggere la malattia con l’alimentazione e con farmaci alternativi.

Questa storia è molto più brutta di quello che si possa pensare. E non perché di fronte c’è l’ennesimo scontro tra la politica (il ministero della Salute) e la giustizia (la procura di Trani), perché lì in fondo ognuno fa il suo mestiere: i ministri decidono sulla base di dati scientifici, i magistrati indagano dopo le denunce dei cittadini. Questa storia dei vaccini che causano autismo è molto più brutta perché porta dietro di sé la sofferenza delle famiglie e dei genitori di quei bambini che, disperati, sono pronti ad appoggiarsi su qualsiasi cosa pur di avere una speranza. Quel “qualsiasi cosa” è un medico pugliese dal passato assai travagliato, Massimo Montinari. È lui il santone italiano della guerra ai vaccini. E’ lui il medico che certifica la correlazione tra malattia e vaccino, che segue praticamente tutte le famiglie nelle battaglie legali, che intasca migliaia di euro per visite, perizie e cure sconfessate da tutta la medicina internazionale: Montinari promette di sconfiggere l’autismo con un’alimentazione senza glutine e latte vaccino e con farmaci alternativi (omotossicologici). E un po’ come è accaduto per Stamina, la disperazione è capace di fare miracoli. E così – tra le decine di pazienti in fila nel suo studio di Firenze dove è dovuto emigrare in seguito a scontri durissimi con i suoi stessi colleghi – c’è chi è pronto a giurare che quelle cure sono un portento. E che i loro bimbi ora, grazie a Montinari, stanno molto meglio.

Non tutti la pensano così. “Mi ha dato una speranza, mi ha rovinato la vita ” racconta la mamma di un bambino di nove anni, autistico, che quasi per un anno è stata in cura da Montinari. “Ci siamo avvicinati a lui tramite un’associazione – racconta oggi – Eravamo disperati e pronti a tutto. Alla prima visita ci ha chiesto: avete fatto il vaccino? Noi chiaramente abbiamo risposto di sì. Ha allargato le braccia… Ci siamo sentiti in colpa, da lì è cominciato un bombardamento di informazioni, il percorso è lunghissimo e dolorosissimo. E poi i costi: ciascuna visita costa 250 euro, ne avremo fatte una ventina almeno, forse di più. Poi l’associazione che ci aveva indirizzato verso di lui, e il dottore stesso, ci hanno spiegato che era possibile intraprendere la via giudiziaria, la causa, quella che in molti hanno vinto. La perizia l’avrebbe fatta Montinari per qualche migliaio di euro. E poi se avessimo vinto… Ecco, noi ci siamo fermati a quel punto e abbiamo deciso di concentrarci sul nostro bambino”. Questo, certo, è soltanto uno dei racconti. Ce ne sono altri cento, mille che invece parlano di Montinari come un genio, un Messia, un santone boicottato dalla medicina internazionale, dai primari del Gaslini, dall’Istituto superiore di Sanità, da tutti insomma, perché “aveva osato sfidare Big Pharma”. Anche per questo è forse importante chiedersi, chi è esattamente Montinari? E soprattutto che ruolo hanno le sue teorie con l’inchiesta della procura di Trani?

A Bari tutti quello che lo hanno conosciuto ricordano quel chirurgo pediatra del Giovanni XXIII che girava con la pistola sotto il camice. Siamo negli anni ’80-90 e già da allora Montinari parlava di vaccini e di controindicazioni, offrendo teorie per lo meno originali. A Bari non trovava però terreno fertile tanto che nel 2003 decide di provare un concorso in polizia. Lo vince e si trasferisce a Firenze, come dirigente medico. Qui affina i suoi studi e continua quella libero professione che già aveva cominciato a Bari: apre uno studio privato e comincia la sua crociata personale per guarire i bambini dall’autismo. In breve tempo cominciano a sorgere in Italia comitati che portano il suo nome, il Comisva (il Comitato del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) lo elegge a paladino e insieme con gli avvocati Giuseppe Romeo e Roberto Mastalia comincia ad assistere i genitori dei bambini che decidono di intentare cause contro il ministero della Salute. L’affare diventa sempre più importante, Montinari una volta a settimana va a Roma a visitare, il suo nome rimbalza tra le famiglie con bimbi autistici di tutta Italia.

La svolta arriva negli ultimi mesi quando Montinari decide di tornare in Puglia per una serie di conferenze: sei in tutto, una delle quali l’11 gennaio a Trani. Il suo contatto, racconta il medico stesso, è Fabrizio Ferrante, dirigente regionale del Partito democratico, che organizza anche una conferenza pubblica alla quale partecipa il pm Michele Ruggiero, lo stesso che oggi ha aperto l’indagine. Ma questo è un dettaglio. Dalla Procura spiegano che non potevano fare altro che indagare dopo aver ricevuto una denuncia, che ha presentato proprio Ferrante. A occuparsi del caso sono ora i carabinieri del Nas che proprio in queste ore stanno facendo quello che il pm gli ha chiesto: ieri sono stati al centro epidemiologico regionale per chiedere i dati sul numero di bambini autistici in Puglia per poi provare a fare una correlazione con il vaccino esavalente. “Noi chiaramente daremo tutto quello che ci è richiesto, chissà sia la volta buona…”. Per fare cosa? Cinzia Germinario, docente di Igiene, è la direttrice dell’osservatorio epidemiologico regionale: “Sono venti anni che lottiamo contro questo signore. Noi daremo tutto quello che ci viene chiesto e agiamo.

Detto questo dobbiamo già registrare un calo delle vaccinazioni obbligatorie, e questo è pericolosissimo. Significa che rischiano di tornare malattie come polio, morbillo, epatite A o meningiti. Questo sì, per i nostri bambini, è un vero dramma “. (Fonte: www.bari.repubblica.it)

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