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Terremoto in Umbria, nuove scosse e Natale in tenda al freddo e al gelo.

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Nuove scosse di terremoto in Umbria, mentre ancora si attende la ricostruzione promessa a fine agosto, e ribadita a inizio novembre. Intanto le case sono inagibili e gli abitanti di Norcia trascorreranno il Natale in tenda. 24 agosto e 30 ottobre. Queste due date hanno significato un vero spartiacque per gli abitanti delle zone colpite dal terremoto che tutti noi conosciamo. Le immagini di ciò che è accaduto tra l’Umbria e le Marche hanno invaso i media per settimane, accompagnate dalle promesse di ricostruzione e ripristino della normalità. L’interesse mediatico si è esaurito e social e giornali hanno smesso di parlarne. Si potrebbe credere che la classe politica abbia mantenuto le promesse, che la ricostruzione sia completata, che le persone abbiano di nuovo un tetto sulla testa.

Ma, alla vigilia delle festività natalizie, tutto resta immutato. Chi ha perso la propria casa è ancora nelle tendopoli o nelle palestre, e non ha idea di quando e come potrà tornare a una vita normale dopo il terremoto.

Arrivano le prime casette

Su Umbriaon leggiamo che da qualche giorno qualcosa sembra smuoversi. A San Pellegrino, a pochi passi dalla tendopoli, gli operai sono a lavoro per montare le prime casette prefabbricate. Per ora sono arrivate le strutture richieste dopo il sisma del 24 agosto, ma ancora nulla si sa di quelle rese necessarie dopo il 30 ottobre. Ce ne sono per ora sette da 60 mq, che potranno ospitare fino a 4 persone, e dodici da 40 mq, fatte per 2-3 persone. Gli operai si stanno occupando di realizzare i basamenti per poterle poggiare, in quanto le case sono già pre-assemblate. Secondo le previsioni, potrebbero essere consegnate alle persone entro la fine di gennaio. Ma quanto ancora dovranno aspettare gli abitanti di Norcia? A loro non è stato ancora detto nulla.

Lo sfogo di chi abita le tendopoli dopo il terremoto

E sempre davanti alle telecamere di Umbriaon c’è chi non riesce a trattenere l’amarezza e la frustrazione, e si lascia andare allo sfogo. La gente di Norcia che è alloggiata nelle tendopoli fa del proprio meglio per andare avanti e svolgere una vita che si avvicini il più possibile a quella normale, ma a volte è proprio dura. Soprattutto all’idea di festeggiare il Natale in tenda, invece che in quella che era la propria casa e che ora non esiste più. La casa di qualcuno non è crollata, ma solo dichiarata inagibile, e l’accesso vi è stato precluso per motivi di sicurezza. Ma qualcuno sceglie di aggirare il divieto e si rifugia nella propria vecchia casa almeno per lavarsi. Infatti, nelle tende si sta molto al caldo, ma i bagni sono lontani e al freddo. E qualcuno si sente trattato “peggio delle bestie”. Soprattutto per il silenzio e il disinteresse che arriva da parte delle autorità, che si stanno perdendo in lungaggini burocratiche e in vuote promesse. Ma le persone non vogliono arrendersi e sono decise a non lasciare la città.

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