loading...
loading...

Mancato Pagamento? Ecco le 7 cose che il FISCO non ti potrà mai pignorare.

226
Condivisioni Totali

Conseguenze del mancato pagamento della cartella esattoriale: la riscossione si ferma alla prima casa e agli altri beni essenziali per la sopravvivenza.

Con il passaggio delle consegne da Equitalia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione non sono cambiate le regole della riscossione nei confronti di chi non versa le tasse; pertanto chi ha delle cartelle esattoriali in arretrato può rischiare molto, ma non tutto. Ecco sette cose che il fisco non ti potrà mai pignorare.

Pignoramento della casa

Iniziamo dal capitolo più caldo: la casa. Il pignoramento immobiliare, che nel privato è consentito per qualsiasi cifra e a discrezione del creditore, nel caso dei debiti erariali invece è soggetto a una serie di limiti. Eccoli:

  • non si può ipotecare le casa se il debito del contribuente è inferiore a 20mila euro. In ogni caso, prima dell’ipoteca, è necessario inviare un preavviso almeno 30 giorni prima;
  • non si può pignorare la casa se il debito complessivamente accumulato dal contribuente è inferiore a 120mila euro e la somma di tutti gli immobili di sua proprietà è inferiore a 120mila euro. In ogni caso, prima del pignoramento è necessario iscrivere l’ipoteca e, dopo di questa, attendere 6 mesi;
  • non si può pignorare la casa se il debitore non possiede (anche per quote) altri immobili oltre a quello in questione e sempre a condizione che questo sia quello di residenza, accatastato a civile abitazione e non di lusso (ossia non A/8 e A/9). Per cui, in questo caso, se anche il contribuente ha un debito superiore a 120mila euro, non rischia la casa. Di tutto questo abbiamo parlato in modo approfondito in Quando il fisco può pignorare la casa.

Dunque, in sintesi, la prima delle sette cose che il fisco non può pignorare è la casa se(alternativamente):

  • il debito è inferiore a 120mila euro o la somma degli immobili del debitore non supera 120mila euro;
  • la casa è l’unico immobile di proprietà del debitore, purché vi abbia fissato la residenza, non sia di lusso e sia accatastato come civile abitazione.

Se la casa è inserita nel fondo patrimoniale, purtroppo, non è al sicuro. I più recenti sviluppi giurisprudenziali intendono i debiti fiscali come contratti per i bisogni della famiglia e, come tali, sono insensibili allo schermo del fondo patrimoniale. Quindi, in buona sostanza, il fisco può pignorare la casa che il debitore abbia conferito nel fondo (leggi Abolito di fatto il fondo patrimoniale).

Pignoramento dello stipendio

L’ultimo stipendio o l’ultima pensione

Se ti è stato notificato un pignoramento in banca, l’ultimo stipendio o l’ultima pensione ivi accreditata non possono essere pignorati e restano integralmente a tua disposizione.

I 4/5 dello stipendio

Il pignoramento dello stipendio può avvenire presso il datore di lavoro, prima che questi lo eroghi materialmente al dipendente, oppure quando ormai è stato accreditato in banca. In entrambi i casi, però, lo stipendio può essere pignorato fino a massimo un quinto.

In ogni caso, con riferimento al pignoramento dello stipendio, sono state fissate delle soglie per la pignorabilità dello stipendio e delle altre indennità connesse al rapporto di lavoro. Infatti, per importi fino a 2.500 euro la quota pignorabile è 1/10; per somme comprese tra 2.500 e 5mila euro è 1/7; per somme superiori ai 5mila mila euro si applica la quota di 1/5, che costituisce il limite massimo pignorabile. Inoltre, se l’accredito delle somme dovute a titolo di salario, stipendio o di altra indennità derivante da un rapporto di lavoro o di impiego confluiscono in un conto intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

Il conto corrente dove viene accreditato lo stipendio

Se il pignoramento dello stipendio avviene in banca, il pignoramento non può toccare tutti i risparmi ivi accumulati se sono inferiori a 1.344,21 euro; il pignoramento si estende solo alla parte eccedente tale soglia. Sul punto leggi l’approfondimento Pignoramento stipendio.

Pignoramento della pensione

I 4/5 della pensione

Come per il pignoramento dello stipendio, anche quello della pensione può avvenire presso l’ente di previdenza, prima che questo lo eroghi materialmente al pensionato, oppure quando ormai è stato accreditato in banca. In entrambi i casi, però, la pensione può essere pignorata fino a massimo un quinto. Sul punto leggi l’approfondimento Pignoramento pensione.

In ogni caso, con riferimento al pignoramento dello stipendio, sono state fissate delle soglie per la pignorabilità dello stipendio e delle altre indennità connesse al rapporto di lavoro. Infatti, per importi fino a 2.500 euro la quota pignorabile è 1/10; per somme comprese tra 2.500 e 5mila euro è 1/7; per somme superiori ai 5mila mila euro si applica la quota di 1/5, che costituisce il limite massimo pignorabile. Inoltre, se l’accredito delle somme dovute a titolo di salario, stipendio o di altra indennità derivante da un rapporto di lavoro o di impiego confluiscono in un conto intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

Il minimo vitale

Tuttavia, se la pensione viene pignorata presso l’ente di previdenza, il quinto pignorabile va calcolato al netto del cosiddetto «minimo vitale» o di sopravvivenza» che è pari a 1,5 volte l’assegno sociale, ossia 672,10 euro. In altre parole, dalla mensilità della pensione si detrae prima il minimo vitale e poi si calcola il quinto pignorabile.

Dunque, tra le sette cose che il fisco non può pignorare ci sono le pensioni sotto il minimo vitale.

I beni di famiglia

Alcuni beni che potremmo definire «di famiglia» non possono mai essere pignorati. Il codice li chiama «beni assolutamente impignorabili» e sono: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli. Tutti tali beni, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi, non possono essere asportati dall’ufficiale giudiziario, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato.

L’auto di lavoro

Se l’auto serve per lavorare e il contribuente è un imprenditore o un professionista, il fermo auto non può essere disposto.

Le polizze vita

Le polizze vita sono assolutamente impignorabili da parte di qualsiasi creditore, non solo dal fisco.

La metà di conto corrente e casa cointestati

Tutti i beni cointestati possono essere pignorati ma entro massimo la metà. Se il bene può essere diviso in natura (si pensi a un conto corrente  o a una villetta bifamiliare), si procede in tal senso e il fisco sottopone ad esecuzione forzata solo il 50% di proprietà del debitore. Altrimenti il bene si vende per intero (si pensi a un appartamento e una metà del ricavato viene restituita al contitolare non debitore).

(Fonte: www.laleggepertutti.it).

226
Condivisioni Totali


Lascia il tuo commento:

commenti