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Terremoto ITALIA centrale: Non si arresta lo sciame sismico: Si parla di Effetto Cascata.

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La terra nell’Italia centrale continua a tremare, le 4 forti scosse del 18 gennaio sono solo l’ultimo episodio di una serie infinita di sussulti che percorrono la dorsale appenninica da quasi 20 anni, per riferirci naturalmente alla storia recente. La gente che ha vissuto sulla propria pelle le catastrofi cominciate nel 1997 con il terremoto che colpì Umbria e Marche non ne può più. Lungo questi 120km di Appennino che vanno da Gubbio a l’Aquila nessuno sembra essere al sicuro.  dal 1997 a oggi decine di migliaia di terremoti di cui riportiamo solo quelli più forti, tutti con una magnitudo superiore o prossima al 6.0 ma innumerevoli sono gli eventi minori di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0, perché sta accadendo tutto questo?L’Italia è un paese sismico e questo lo sanno tutti ma anche i sismologi hanno dovuto rivedere un po’ le idee negli ultimi anni. Si comincia a parlare più spesso di effetto cascata, di repliche che possono essere più forti degli eventi principali, di serie anomale mai verificatesi prima, come quella del 18 Gennaio caratterizzate da forti eventi in successione in poche ore. Tutto ciò non fa altro che aumentare l’incertezza e la paura di chi si sente minacciato da questi eventi naturali e cerca ragionevoli certezze nella scienza.Ma la scienza spiega prevalentemente i “come” e non sempre i “perché“, sappiamo come si sviluppano i terremoti ma non possiamo prevederli. Dopo un forte sisma riusciamo a capire come si è propagato studiando le faglie che si sono attivate, gli spostamenti che hanno interessato il suolo ma non possiamo certamente dire perché si è verificata in quel luogo a quella precisa ora altrimenti avremmo trovato il segreto per prevederli. L’unica cosa che possiamo dire sulla base di calcoli statistici che tengono conto dei tempi di ritorno dei grandi eventi è che la probabilità di avere un terremoto in una certa zona nell’arco di un certo tempo è più o meno elevata.Gli ultimi eventi del 18 Gennaio  hanno sorpreso per l’intensità e il numero ma non hanno stupito più di tanto la comunità scientifica perché la faglia di Campotosto, quella che li ha prodotti, era quiescente da moltissimo tempo ed era l’unica zona lungo quei famosi 120km di Appennino di fuoco che presentava dei forti ritardi. E puntualmente, grazie anche alla sollecitazione esercitata dai terremoti che si sono verificati nella zona dall’Agosto scorso, si è riattivata. Cosa dovremo aspettarci in futuro? Altri terremoti sicuramente, più o meno forti. Dove? non lo sappiamo ma sicuramente lungo quei 120km di appennino o forse anche più a sud perché sistemi di faglie quiescenti potrebbero essere stati sollecitati da questi recenti terremoti.

 (Fonte: www.3bmeteo.com)

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